lunedì 9 aprile 2018

Madhya Pradesh, il cuore dell'India!


MADHYA PRADESH
Nella “Hall of Fame” come migliore regione turistica.

                                                                                       
Non è a caso che il Madhya Pradesh venga chiamato “il cuore dell’India”,  infatti così come il cuore pompa il sangue nel corpo mantenendolo vivo e in salute, allo stesso modo il Madhya Pradesh arricchisce  il paese con la sua millenaria storia, la ricca cultura, la multietnica tradizione e il vivace artigianato. Lo stato conserva una grande eredità, famosa nel mondo, ottenuta dai regni delle varie dinastie che si sono succedute nel corso dei secoli. Questa regione rappresenta un riflesso perfetto dell’India sia nelle sue strutture urbane che nella sua storia. Anche se ancora poco frequentata dai piú grandi itinerari turistici, rappresenta un esempio di vivace fioritura culturale grazie a numerose ed efficaci strategie che le hanno permesso, negli ultimi anni, di ottenere vari riconoscimenti tra cui il premio per il “miglior stato turistico”, ottenuto tre anni consecutivi in dieci differenti categorie turistiche e per il quale si è aggiudicata un posto nella “Hall of fame”.


Bhopal, la capitale del Madhya Pradesh, fondata dal re Bhoj, è conosciuta come la città dei laghi, grazie alla presenza di numerosi laghi naturali e artificiali, è considerata una delle città più verdi dell’India ed’ è un’affascinante fusione di storia, panorami mozzafiato e progetti urbani. Mentre la fondazione della città recente si deve a Sardar Dost Mohammed Khan, un soldato afgano, la ricca influenza islamica dei governatori musulmani del 18’ sec. è evidente ovunque. L’antico e il moderno convivono fianco a fianco nella città divisa in due aree differenti: una dominata dal lago superiore e una da quello inferiore separati da un ponte sospeso il phul phukta. Le sue numerose moschee e palazzi che convivono con le strutture aristocratiche dei precedenti dominatori, sono uno spettacolo unico per gli amanti della storia e dell’architettura,  mentre la parte nuova della città con I parchi, I giardini e le ampie strade, è semplicemente incantevole.
A circa 400km da Bhopal, si trovano gli eternamente maestosi templi di Khajuraho, eredità della dinastia Chandela, che portano con sè un’ aura di misticismo e di mistero. Khajuraho prende il nome dalle palme di dattero che adornano l’entrata della città, sin da secoli. Conosciuto nell’antichità come Vatsa, in epoca medievale come Jejakabhukti, dal 14’ sec. come Bundelkhand, il sito fu riscoperto a metà del 19’ sec. dall’ingegnere inglese T.S. Burt. I templi realizzati tra il 950 e 1050 d.c., riportano scene di meditazione, insegnamenti spirituali, di fratellanza, scene di lotta, di sovranità e momenti erotici e  sono una magnifica dimostrazione dell’abilità nel comporre eleganti sculture e insieme eccezionali esempi di architettura che rendono questo posto uno dei moltissimi siti presenti in India, divenuti patrimonio mondiale dell’Unesco. I templi, divisi in tre gruppi a seconda della loro disposizione geografica, rappresentano rari esempi di straordinaria, complessa ed espressiva scultura.



Percorrendo cira altri 400 km si arriva a Sanchi, sinonimo dell’ominimo stupa per il quale la città  è divenuta famosa nel mondo. Questo complesso architettonico fu costruito dietro volere dell’imperatore Maurya Ashoka che fu uno dei primi sostenitori e diffusori della dottrina buddista in India. Allo stesso modo in cui quest’opera ha salvaguardato la storia e l’arte del periodo Maurya, così la città ha custodito questa bellissima e sacra meraviglia architettonica. I numerosi stupa, templi e monasteri insieme alla Colonna di Ashoka, sono stati oggetto di studi e di interesse da ogni parte del mondo e riconosciuti come patrimonio mondiale da parte dell’Unesco.



A circa 300 km da Sanchi si trova Orccha. Ogni pietra di questo borgo pittoresco sulle rive del brillante fiume Betwa, appesa sulle foreste di dhak baciate dal sole, sussurra di un era passata. La fortezza con I suoi palazzi, templi e cenotafi, disegna l’orizzonte. Orccha fungeva da capitale del sovrano Rudra Pratap Singh, il suo fondatore, e governatore di Bundela che dominò la regione all’inizio del 16’ sec. . I  successori del sovrano, lasciarono una ricca eredità ai posteri, nei moltissimi moumenti che arricchiscono il borgo, tra essi Bir Singh, in particolare fu un costruttore accanito che fece realizzare la costruzione di monumenti storici come la Jehangir Mahal, il tempio di Lakshmi Narayan  e molti altri. L’imponente Jehangir Mahal offre scenari mozzafiato del paesaggio circostante sulle altissime guglie dei templi e dei cenotafi.
Disegni sui muri in colori naturali, adornano le varie stanze del palazzo. Gli storici palazzi gemelli di Rai Praveen: il Raj Mahal e l’Anand Mahal, dimostrano una straordinaria abilità artistica e architettonica. Il tempio Ram Raja del palazzo, centro delle attività di Orccha è un santuario eccezionale e l’unico dove Lord Rama non è venerato come incarnazione di Lord Vishnu ma come re.
Spostandosi di circa 120 km si raggiunge la città di Gwalior, sinonimo di valore, trono di sette diverse dinastie, prende il nome da un saggio vissuto intorno all’ 8’ secolo di nome Gwalipa, che curò il principe Suraj Sen, affetto da lebbra. La ricca storia culturale della città si intreccia nel tessuto di vita contemporaneo e vanta una lunga e ricca tradizione di re guerrieri, musicisti e poeti. La città è famosa per il suo forte imponente descritto come “la perla tra tutti i forti dell’India”. Storicamente culla di numerose dinastie che governarono negli anni e la cui influenza emerge nei molteplici edifici regali che dominano la città, mantiene ancora oggi il suo splendore medievale.
A pochi km da Bhopal si trova la città di Ujjain, una città tempio elaborata in un labirinto di vicoli che offre una tregua alle anime in fuga. Collocata sulle rive del fiume Shipra, Ujjain originariamente si chiamava Avantika durante il periodo della dominazione di Bindusara, padre del grande Ashoka. La sua fondazione risale alla mitologica leggenda della zangolatura dell’oceano. La città vide la nascita di Kalidasa il quale scrisse il poema Meghdoot nel quale elogia la città e la sua gente, fu poi governata da Chandragupta II. Considerata una della sette città sacre dell’India nelle quali si può aspirare ad ottenere la salvezza dell’anima, ospita uno dei 12 jyotirlinga dedicati a Lord Shiva, il Mahakaleshwar e accoglie una delle celebrazioni più importanti per gli hindu: il Simhastha Kumbh Mela.
Un altro luogo sacro per gli hindu è Omkareshwar situato alla confluenza dei fiumi Narmada e Kaveri, che ospita un altro dei 12 jyotirlinga venerati in tutta l’India. Immersa in un ambiente spirituale e casa di una pletora di templi antichi, limitata dalla catena dei Vindhya nel nord e delle Satpuras a sud, assume la forma del sacro simbolo hindu dell’Om. Secondo la leggenda il bardo Narada, scontento del fatto che non ci fossero luoghi adatti ad una dimora per Lord Shiva, fu accontentato dalle montagne che con delle penitenze severe riuscirono a farsi perdonare da Shiva che nominò così Omkareshwar la sua prima dimora. La città è una elegante mescolanza di spirito, estetica e folklore e i suoi templi sono una notevole ricchezza architettonica e scultorea.
Situata a 1100 m di altidutine, conosciuta come la regina di Satpura, serenamente accoccolata e contornata da una natura esplosiva e da una ricca storia, Pachmarhi è un gioiello nella corona del Madhya Pradesh. Indistinte colline bluastri, morbidi sentieri che conducono a lussureggianti radure, boschetti di altissimi bamboo selvaggi, fitte foreste, burroni e labirintiche gole di pietra rossa scolpite dal vento e dal tempo, cascate spumeggianti, ricche decorazioni su pietra risalenti al 500/ 800 a.c. uno scrigno di ricchezze archeologiche, questo e molto altro quello che Pachmarhi riserva ai suoi visitatori, un paradiso lontano dalla routine e dalla mondanità. Secondo la leggende qui i Pandava trovarono rifugio durante il loro esilio e nel 19’ sec. queste colline vennero utilizzate dalle truppe inglesi come rifugio e luogo di ricovero.

Il Madhya Pradesh ospita due importanti parchi nazionali: il Bandhavgarh National Park, dove vive il più grande numero di tigri dell’India, è un’ unione mistica di mitologia e natura, che comprende colline ricoperte di foreste, dirupi rocciosi, distese d’acqua e verdi praterie. La riserva selvaggia un tempo conosciuta come Shikhargarh, luogo di caccia privato del maharaja di Rewa, è un tesoro di biodiversità. Oltre ad ospitare tigri, nel parco risiedono circa 250 specie differenti di uccelli, 80 specie di animali acquatici e 37 specie di mammiferi. Il  Bandhavgarh Fort, che prende il nome dal parco, si staglia tra le dense foreste di bamboo ed’è un punto di osservazione naturale, la leggenda vuole che Rama lo dedicò a suo fratello Lakshman. Circa 39 cave punteggiano il Tala, la catena collinare del parco.
Sullo scenario delle verdeggianti e ondeggianti colline Satpura- Maikal, la riserva naturale di Kanha si distende in tutto il suo splendore di flora e fauna. La distesa, cosparsa di erba alta, praterie e rumoreggianti ruscelli, si divide tra le catene del Kisli, Mukki Supkhar e Bhaisanghat. Questa riserva ispirò Kipling nel libro della giungla. Il parco nazionale forma il centro della riserva creata appositamente per le tigri nel 1974. Il parco ospita 240 specie di uccelli, 22 specie di mammiferi tra cui il lupo, il leopardo, il cane indiano selvaggio e molte altre.

Ovviamente le ricchezze del Madhya Pradesh non finiscono qui, ma se alcuni di questi posti hanno suscitato il vostro interesse, non perdete tempo nell’ organizzare un’ avventura da queste parti. di seguito il link dove potrete trovare i nostri itinerari.

Buon viaggio e stay tuned!!!          













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