mercoledì 6 maggio 2015

RABINDRANATH TAGORE 1861-1941



Rabindranath Tagore, forma anglicizzata delcognome Thakur (titolo che indicava generalmente i grandi latifondisti medievali d'origine moghul e che significa Signore, Principe o semplicemente padrone, di cui già si insigniva il suo ricchissimo nonno) si colloca tra i più grandi poeti mistici indiani e del mondo.
Nasce a Calcutta, nel Bengala occidentale, il 6 Maggio 1861 da una famiglia di intellettuali, nella quale anche i suoi fratelli eccelsero in varie discipline, come la filosofia e la pittura. Il padre, il filosofo Debendranath Thakur, era stato un riformatore socio-religioso, che nel 1843 aveva dato il nome di Brahmo Samaj a un ramo di una tra le più influenti associazioni religiose riformiste dell'epoca e che propugnava il monoteismo indù ispirandosi a un'etica cristiana, di cui era stato membro attivo anche il nonno di Tagore sin dalla sua fondazione, avvenuta nel 1828. La condizione estremamente agiata permette a Rabindranath di spostarsi a Londra già a 17 anni, per frequentare la facoltà di Diritto allo University College, ma la sua permanenza in Inghilterra sarà breve. Dopo appena 14 mesi torna infatti in patria, dove comincia ad affermarsi come scrittore di saggi, romanzi e racconti. Un essere privilegiato, dunque, ma che nella vita privata conosce anche il dolore. La sua vita infatti viene segnata da gravi lutti che condizioneranno la sua poesia: prima, il suicidio della sua più stretta amica d'infanzia, cresciuta con lui sin dall'età di otto anni e divenuta in seguito sua cognata. Poi la morte della moglie, che si spegne a 29 anni dopo aver messo al mondo 5 figli, due dei quali moriranno in tenera età, e infine la morte del padre seguita da quella del suo segretario, considerato come un membro della famiglia. 
E' anche da questa sequenza di esperienze dolorose che nasceranno i poemi religiosi che nel 1913 gli valsero il Premio Nobel per la Letteratura, il primo assegnato a una personalità non europea: fine conoscitore della lingua Inglese, aveva deciso di tradurre personalmente tutte le sue opere precedentemente scritte in Bengali, una delle lingue più melodiose dell'India e da qualcuno chiamato per questo l'Italiano dell'India, ottenendo così l'attenzione e l'ammirazione della comunità internazionale. Ma il nome di Tagore era a quell'epoca già celebre per il grande impegno politico profuso non solo nelle sue opere, ma anche con iniziative di carattere sociale e che portarono alla findazione della scuola di Shantiniketan, nel 1901, che nel 1921 diventerà l'Università internazionale Visva-Bharati, fondata dal poeta con l'intento di impartire lezioni di cultura orientale ed occidentale in luoghi aperti e in forma di conversazione tra gli allievi e i maestri, secondo una versione aggiornata e olistica dell'antica tradizione degli Ashram e che sorse a circa 150 Km da Calcutta, sorse ove il padre del poeta aveva infatti già precedentemente fondato un eremo religioso. Per raccogliere fondi per la creazione della sua Università, Tagore aveva viaggiato instancabilmente durante anni per tutto il mondo, raccogliendo denaro a sufficienza, onorificenze e prestigio a profusione e affascinando ovunque le grandi personalità del tempo e le folle, forse anche grazie al suo aspetto decisamente venerabile.
Nella sua poesia, largamente di tematica mistica ispirata al movimento Bhakti, si trovano continui riferimenti alla cultura, alle tradizioni e ai costumi indiani e sarà poi sempre lui a omaggiare per primo Gandhi col titolo di Mahatma, del quale però non approvava  fino in fondo il programma rivoluzionario: non per simpatia particolare per gli Inglesi, che comunque giudicava i migliori fra gli Europei, ma principalmente per una istintiva - e forse anche un po' aristocratica- repulsione verso quella rottura della serenità interiore richiesta dal moto rivoluzionario, oltre che per il pericolo di idolatria nazionalista verso un concetto quasi deificato di Patria degli Hindu che non condivideva affatto. Tuttavia fu certamente lui il poeta della Nuova India indipendente, di cui però non vide mai la luce, spegnendosi nella sua casa natale di Calcutta nel 1941, così come enorme fu poi l'influenza stilistico-letteraria che la sua opera esercitò su tutta la letteratura indiana moderna.  

Opere principali:
Gitanjali
Il dio vicino 
Massime per una vita armoniosa 
Neonato. Nobogiatok 
Le pietre maledette 
La luna crescente
Poesie d'amore 
La vera essenza della vita sadhana 
Canti di offerta 
La casa della pace 
Il cuore di Dio. Liriche e preghiere
Fogli strappati. Immagini dal Bengala 
Un fuoco fresco e verde
Il mondo della personalità 
Il nido dell'amore. Riflessioni per una vita serena 
La religione dell'uomo 
Kotha o Kahini (parole e storie) 
Il paniere di frutta 
Canto d'infanzia
Citra. La scoperta del Dio della vita 
Il giardiniere 
Kolpona (fantasia)
Farò fiorire i canti nuovi

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